venerdì 30 settembre 2011

CAMPI DA PESCA PER DISABILI NEL SANNIO

22 settembre 2011

BENEVENTO – La Provincia di Benevento, d’intesa con la Federazione Italiana Pesca Sportiva, con il supporto di “Getapesca” e l’apporto del Centro Studi della Provincia di Benevento, ha avviato uno studio di fattibilità per realizzare nel Sannio (laghi di Telese Terme e San Giorgio la Molara) i campi da pesca con posto riservato ai disabili.

Il programma è stato illustrato nel corso di una Conferenza Stampa cui hanno preso parte gli assessori provinciali all’ambiente, Gianluca Aceto, e alle politiche sociali, Annachiara Palmieri; il presidente provinciale della Federazione Pesca sportiva Paride Parente; il prof. Ettore Varricchio dell’Università degli studi del Sannio e del Centro Studi della Provincia; e il responsabile di Getapesca Gianluca Milillo.
Gli scopi dell’iniziativa, recentemente approvata dalla Giunta provinciale, sono stati illustrati dall’assessore Aceto che ha sottolineato come la stessa si collochi in un ampio raggio d’azione multidisciplinare: tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturale, tutela della fauna e della flora, rispetto per i diritti dei portatori di disabilità.
A questo proposito l’assessore Palmieri ha voluto rimarcare come la Provincia di Benevento intenda colmare una carenza forte di opportunità per le persone diversamente abili di socializzare e partecipare ad eventi importanti per la mancanza di attrezzature adeguate.
Il presidente Parente si è detto compiaciuto per l’interessamento della Provincia per quella che è una esigenza avvertita da un gran numero di sportivi e che investe peraltro due poli formidabili di attrazione turistica per il nostro territorio, come hanno dimostrate le recenti eliminatorie nazionali delle gare di pesca sportiva svoltesi sul lago di San Giorgio la Molara.
Il prof. Varricchio, nel ricordare che la Provincia ha affidato all’Università del Sannio la redazione della Carta Ittica, ha illustrato l’apporto che la ricerca scientifica può dare per il progetto dei  campi di pesca per disabili: essi presuppongono, evidentemente, ha detto il luminare, uno studio a monte ed un intervento conseguente che serva a garantire  la qualità delle acque e la tutela delle risorse faunistiche locali.
Milillo ha invece illustrato i concetti ispiratori dell’intervento da realizzarsi sui due laghi del Sannio e che intendono innanzitutto essere rispettosi dell’ecosistema e del paesaggio, per questo coinvolgendo l’ingegneria naturalistica, al fine di garantire la fruibilità del diritto di godere dei beni naturali e paesistici anche da parte delle prossime generazioni.


Dalla stampa:

http://www.mezzogiornoitalia.it/?p=13788

http://www.ilquaderno.it/provincia-intesa-raggiunta-creare-posti-riservati-ai-disabili-pesca-sannio-63403.html

giovedì 23 giugno 2011

Carp Show & Specialist 4-5 febbraio 2012

Il Progetto nazionale Getapesca è orgoglioso di informare di essere stato
incaricato dall'Ente Fiera di Ferrara, per organizzare tutti gli eventi
culturali sui temi delle conferenze e convegni dedicate a temi ambientali,
gestionali, sociali e scientifici, che caratterizzeranno i contenuti del
sensazionale evento fieristico sulla pesca Specialist del 2012 al Carp Show di Ferrara.



Articolo uscito sulla rivista "Tutto Carpa & Siluro"




lunedì 6 giugno 2011

Segnalazione circa la realizzazione di una discarica d’inerti in località Montesilvano (PE) nell’area umida denominata “cava dismessa Vestina Calcestruzzi”.

(1) Allegato tecnico
1. Premessa
Lo StudioGeta, che da anni si occupa di problematiche legate all’ambiente ed in particolare allo studio della gestione sostenibile degli ecosistemi acquatici, ha raccolto il disagio e le preoccupazioni per il futuro dei pescatori sportivi Italiani, ed ha concretizzato un nuovo progetto: un innovativo strumento tecnico e finanziario,“Getapesca”dedicato in modo diretto ed esclusivo alla risoluzione delle problematiche che investono il mondo della pesca sportiva in Italia. Attraverso la possibilità di collaborazione con importanti istituti scientifici ed un team work di professionisti qualificato, lo Studio Geta, ha messo a disposizione in via esclusiva e diretta le soluzioni alle problematiche del panorama della pesca sportiva.
Getapesca si rivolge a tutti i portatori di interesse e a tutti i soggetti interessati a vario titolo al settore della pesca sportiva, i quali con il loro contributo, oltre a beneficiare dei servizi offerti in modo esclusivo, permettono di finanziare progetti per la valorizzazione della pesca sportiva, tutela delle acque e salvaguardia delle specie ittiche, a beneficio di tutta la comunità della pesca sportiva.
Ciò premesso diversi adesori al progetto hanno presentato al Getapesca una serie di segnalazioni convergenti verso la realizzazione di una discarica per rifiuti inerti, ed in particolare relativa al CER 17 05 04 “terre e rocce da scavo diverse da quelle di cui alla voce 17 05 03”, in una cava sommersa in località Montesilvano (PE) nell’ambito dell’area SIN Alento-Saline.

2. Localizzazione del sito
Il bacino in esame si trova poco fuori il comune di Montesilvano (Immagine 1) a circa 4,5 km dalla foce del fiume Saline
Coordinate. 42°29’22.64” N
                     14°06’36.35” E







3. Analisi di valutazione del sito.
I primi risultati del Piano di Caratterizzazione SIN del 2005, esposti nel luglio 2008, hanno evidenziato la presenza di alti livelli di contaminanti, quali Pcb e diossina, nei terreni e nelle acque. Ciò ha determinato l’urgenza di provvedere ad accertamenti di ordine sanitario sugli alimenti prodotti nel sito (latte, carne, vegetali ecc.) e sulle specie ittiche viventi nei due fiumi e nelle aree adiacenti o collegate al fine di verificare l’eventuale esposizione della popolazione a sostanze molto pericolose.
L’area della cava denominata Vestina Calcestruzzi è di fatto un area umida rimasta coinvolta marginalmente, pur essendo stata collocata nella perimetrazione del SIN (dista meno di 100 metri dall’alveo del fiume Saline) e meta di sosta di uccelli migratori e biotipo che ospita una biodiversità endemica di specie ittiche autoctone.
Il progetto che si intenderebbe realizzare su questo sito prevederebbe il pompaggio di tutte le acque del lago nell’alveo del fiume Saline, impermeabilizzare con argilla il fondo e adibirlo a discarica di inerti.
Ciò annullerebbe l’intero biotipo formatosi, cancellando ogni forma di vita ittica, di anfibi, crostacei, flora acquatica e impedirebbe la sosta degli uccelli migratori e l’intera catena trofica che gravita attorno a questo sito.
Nel progetto, i soggetti proponenti, non prevedono assolutamente nessuna valutazione d’impatto sulla fauna.

4. Effetti sull’ambiente
Di seguito si relaziona sulle specie presenti nel tratto di fiume Saline e sulle direttive e convenzioni comunitarie che tutelano la biodiversità. Per comprendere il problema è necessario fare una breve premessa sull’importanza che hanno gli ambienti fluviali e delle cave allagate sulla migrazione degli uccelli.
Ogni anno milioni di uccelli appartenenti ad un gran numero di specie attraversano montagne, deserti ed oceani per spostarsi dalle aree di nidificazione, spesso poste alle latitudini più settentrionali, a quelle di svernamento, in ambienti e situazioni ecologiche anche totalmente differenti. Motivo principale di questi rischiosi viaggi è l’adattamento a sfruttare al meglio condizioni ambientali ottimali. In estate portandosi alle alte latitudini, ricche di cibo e povere si specie competitrici, in inverno, nelle savane e nelle foreste africane o sudamericane, liberi dall’urgenza della riproduzione ed in condizioni climatiche favorevoli. E’ indubbio che i migratori siano sottoposti ad una serie di incognite e rischi, ed ogni anno la migrazione costa la vita di molti uccelli.
Ma per quanto epici e rischiosi questi lunghi viaggi compiuti da uccelli che pesano solo pochi grammi ci possono sembrare, la selezione naturale e l’evoluzione hanno agito per renderli del tutto normali e vantaggiosi per i migratori. Ciò testimonia che, per quanto all’uomo possa sembrare più facile e meno rischioso il trascorrere l’intero anno in un medesimo territorio ben conosciuto, evitando qualsiasi avventuroso viaggio, i rischi legati alla migrazione sono invece ben inferiori a quelli legati al dover sopravvivere ai rigori dell’inverno alle altitudini boreali.
In condizioni naturali, ed in ambienti ecologicamente ben strutturati e non soggetti all’azione distruttiva dell’uomo, gli uccelli migratori sono quindi perfettamente adattati e capaci di sopravvivere egregiamente a questi lunghissimi spostamenti.
E’ infatti purtroppo sempre più evidente come i principali motivi di rischio per i migratori derivino direttamente o indirettamente proprio dagli effetti che le attività umane esercitano sull’ambiente, andando a modificare equilibri sui quali, attraverso migliaia di anni di evoluzione, i migratori hanno modellato le proprie rotte e le modalità di spostamento attraverso i continenti.
Negli ultimi decenni nella Provincia di Pescara, a causa dell’intervento dell’uomo, gran parte degli ambienti umidi sono andati distrutti e con la variante proposta si andrà a distruggere ulteriormente un ambiente di estremo interesse per la migrazione.
Le due principali Direttive comunitarie che tutelano la biodiversità sono la Direttiva Uccelli e la direttiva Habitat.
La direttiva uccelli è stata adottata nel 1979 (e recepita in Italia dalla Legge 157/92), la Direttiva "Uccelli" 79/409/EEC, rappresenta uno dei due pilastri legali della conservazione della Biodiversità europea.
Il suo scopo è "la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli stati membri…".La direttiva richiede che le popolazioni di tutte le specie vengano mantenute a un livello adeguato dal punto di vista ecologico, scientifico e culturale pur tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative.
La Direttiva "Uccelli" ha dato finora i propri risultati maggiori per quel che riguarda la gestione venatoria. Un altro aspetto chiave della Direttiva è costituito dalla conservazione degli habitat delle specie ornitiche. In particolare, le specie contenute nell'allegato I della Direttiva, considerate di importanza primaria, devono essere soggette ad una tutela rigorosa ed i siti più importanti per queste specie vanno tutelati designando "Zone di Protezione Speciale (ZPS)". Lo stesso strumento va applicato alla protezione delle specie migratrici non elencate nell'allegato, con particolare riferimento alle zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di RAMSAR.
La Direttiva protegge tutte le specie di uccelli selvatici vietandone la cattura, l'uccisione, la distruzione dei nidi, la detenzione di uova e di esemplari vivi o morti ed il disturbo ingiustificato ed eccessivo.
Le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri sono in gran parte specie migratrici. Tali specie costituiscono un patrimonio comune e l’efficace protezione degli uccelli è un problema ambientale tipicamente transnazionale, che implica responsabilità comuni.
Le misure da prendere devono riguardare i diversi fattori che possono influire sull’entità della popolazione aviaria, e cioè le ripercussioni delle attività umane, in particolare la distruzione e l’inquinamento degli habitat, la cattura e l’uccisione da parte dell’uomo e il commercio che ne consegue; nel quadro di una politica di conservazione bisogna adeguare la severità di tali misure alla situazione delle diverse specie.
Di seguito si riportano alcuni articoli più significativi della direttiva uccelli:
·         Articolo 2
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per mantenere o adeguare la popolazione di tutte le specie di uccelli di cui all’articolo 1 a un livello che corrisponde in particolare alle esigenze ecologiche, scientifiche e culturali, pur tenendo conto delle esigenze economiche e ricreative.
·         Articolo 4
1. Per le specie elencate nell’allegato I sono previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat, per garantire la sopravvivenza e la riproduzione di dette specie nella loro area di distribuzione. A tal fine si tiene conto: a) delle specie minacciate di sparizione; b) delle specie che possono essere danneggiate da talune modifiche del loro habitat; c) delle specie considerate rare in quanto la loro popolazione è scarsa o la loro ripartizione locale è limitata; d) di altre specie che richiedono una particolare attenzione per la specificità del loro habitat.
2. Gli Stati membri adottano misure analoghe per le specie migratrici non menzionate all’allegato I che ritornano regolarmente, tenuto conto delle esigenze di protezione nella zona geografica marittima e terrestre a cui si applica la presente direttiva per quanto riguarda le aree di riproduzione, di muta e di svernamento e le zone in cui si trovano le stazioni lungo le rotte di migrazione. A tale scopo, gli Stati membri attribuiscono un’importanza particolare alla protezione delle zone umide e specialmente delle zone d’importanza internazionale.
4. Gli Stati membri adottano misure idonee a prevenire, nelle zone di protezione di cui ai paragrafi 1 e 2, l’inquinamento o il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose agli uccelli che abbiano conseguenze significative in considerazione degli obiettivi del presente articolo.
Gli Stati membri cercano inoltre di prevenire l’inquinamento o il deterioramento degli habitat al di fuori di tali zone di protezione.
Di seguito si riporta l’elenco delle specie di uccelli in Allegato 1 e migratrici segnalati per l'area interessata del fiume Saline.

Garzetta (Egretta garzetta)
Airone rosso (Ardea purpurea)
Nibbio bruno (Milvus migrans)
Lodolaio (Falco subbuteo)
Albanella minore (Circus pygargus)
Albanella reale (Circus cyaneus )
Succiacapre (Caprimulgus europaeus )
Martin pescatore ( Alcedo atthis)
Averla piccola (Lanius collurio)





Specie di uccelli migratrici presenti nell'area
Airone rosso (Ardea purpurea)
Garzetta (Egretta garzetta)
Succiacapre (Caprimulgus ruficollis)
Upupa (Upupa epops)
Albanella minore (Circus pygargus)
Gruccione (Merops apiester)
Rondine (Hirundo rustica)
Balestruccio (Delichon urbica)
Prispolone (Anthus trivialis)
Cutrettola (Motacilla flava)
Averla Piccola (Lanius collurio)
Averla capirossa (Lanius senator)
Passera Scopaiola (Prunella modularis)
Forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus)
Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus)
Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus)
Beccafico (Sylvia borin)
Capinera (Sylvia atricapilla)
Sterpazzola (Sylvia communis)
Sterpazzolina (Sylvia cantillans)
Luì Piccolo (Phylloscopus collybita)
Regolo (Regulus regulus)
Fiorrancino (Regulus ignicapillus)Saltimpalo (Saxicola torquata)
Codirosso (Phoenicurus phoenicurus)
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
Pettirosso (Erithachus rubecula)
Usignolo (Luscinia megarhynchos)
Fringuello (Fringilla coelebs)
Fanello (Acanthis cannabina)


La Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche è stata emanata per far fronte al continuo degrado degli habitat naturali e le minacce che gravano su talune specie. La direttiva, denominata direttiva «Habitat», mira a contribuire alla conservazione della biodiversità negli Stati membri definendo un quadro comune per la conservazione degli habitat, delle piante e degli animali di interesse comunitario.
La direttiva «Habitat» stabilisce la rete Natura 2000. Tale rete è la più grande rete ecologica del mondo ed è costituita da zone speciali di conservazione designate dagli Stati membri a titolo della presente direttiva. Inoltre, essa include anche le zone di protezione speciale istituite dalla direttiva «Uccelli» 2009/147/CE.
Gli allegati I e II della direttiva contengono i tipi di habitat e le specie la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione. Alcuni di essi sono definiti come tipi di habitat o di specie «prioritari» (che rischiano di scomparire). L’allegato IV elenca le specie animali e vegetali che richiedono una protezione rigorosa.
L’allegato II riporta le specie animali (221 specie) e vegetali (500 specie) per le quali si devono adottare particolari misure di conservazione o i cui habitat vanno sottoposti a tutela.
L’unica specie che figura nell’allegato II presente nella cava Vestina Calcestruzzi , è la Scardola (Scardinius erythrophthalmus) protetta dalla Convenzione di Berna, come di seguito descritto.





La comunità ittica presente nel fiume Saline e nell’area umida della cava Vestina Calcestruzzi è dominata dai ciprinidi reofili: cavedano, barbo e rovella.
La rovella è presente con una buona popolazione ben strutturata ed equilibrata nel rapporto giovani/adulti;
Nel Saline non è presente alcuna forma alloctona a significare che queste comunità si trovano anche in un buono stato di conservazione.
Tutte e tre le specie di pesci sono presenti con popolazioni in buono stato, ben strutturate ed equilibrate nel rapporto giovani/adulti, a conferma di un sufficiente
stato di conservazione di questo ambiente acquatico.

Tra le convenzioni principali ratificate dalla stato italiano figura la CONVENZIONE DI BERNA
Tale convenzione è stata ratificata dallo stato Italiano con la legge n. 503 del 5 agosto 1981, essa ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatica e dei loro habitats naturali. Secondo questa convenzione, ogni Stato deve adottare opportune leggi per la salvaguardia delle specie di flora e fauna elencate nei tre allegati annessi alla convenzione stessa; in particolare sarebbero vietati qualsiasi forma di cattura, di detenzione, di uccisione, il deterioramento e la distruzione degli habitat, la raccolta di uova, la detenzione ed il commercio di tutte le specie specificate negli allegati.
Di seguito si riportano alcuni passaggi della convenzione.
Preambolo
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa e gli altri firmatari della presente Convenzione,
omissis
Riconoscendo che la flora e la fauna selvatiche costituiscono un patrimonio naturale di valore estetico, scientifico, culturale, ricreativo, economico e intrinseco che occorre preservare e trasmettere alle generazioni future;
Riconosciuta l’essenziale importanza della flora e della fauna selvatiche per il mantenimento degli equilibri biologici;
Costatate la rarefazione di numerose specie di flora e fauna selvatiche e la minaccia d’estinzione che grava su talune di loro;
Consci che la conservazione dei biotopi è un elemento essenziale per la protezione e la preservazione della flora e della fauna selvatiche;
Riconoscendo che, nei loro obiettivi e programmi nazionali, i governi dovrebbero tener conto della conservazione della flora e della fauna selvatiche, e che una cooperazione internazionale dovrebbe instaurarsi per preservare in particolare le specie migratrici;
Consci delle numerose domande d’azione comune di governi e istanze internazionali, segnatamente di quelle della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente, del 1972, e dell’Assemblea Consultiva del Consiglio d’Europa;
Desiderosi in particolare di seguire, nel campo della Conservazione della vita selvatica, le raccomandazioni della Risoluzione numero 2 della seconda Conferenza ministeriale europea sull’ambiente,
Hanno convenuto quanto segue:

Art. 1
1. Scopo della presente Convenzione è di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro biotopi, segnatamente delle specie e dei biotopi la cui conservazione richiede la cooperazione di più Stati, e di promuovere tale cooperazione.
2. Attenzione particolare è rivolta alle specie, comprese quelle migratrici, minacciate d’estinzione e vulnerabili.
Art. 3
1. Ogni Parte contraente prende i provvedimenti necessari all’attuazione di politiche nazionali di conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro biotopi, prestando particolare attenzione alle specie minacciate d’estinzione e vulnerabili, soprattutto a quelle endemiche e ai biotopi minacciati, conformemente alle disposizioni della presente Convenzione.
2. Ogni Parte contraente si impegna, nella sua politica di pianificazione e di sviluppo e nei suoi provvedimenti di lotta contro l’inquinamento, a tener conto della conservazione della flora e della fauna selvatiche.
Art. 6
Ogni Parte contraente prende i provvedimenti legislativi regolamentari appropriati e necessari per assicurare la conservazione particolare delle specie di fauna selvatica enumerate nell’allegato II. Sono segnatamente vietate, per queste specie:

a. Qualsiasi forma di cattura intenzionale, di detenzione e d’uccisione intenzionale;
b. La deteriorazione o la distruzione intenzionale dei siti di riproduzione o delle aree di riposo (le aree di riposo sono riferite alle specie migratrici);
c. La perturbazione intenzionale della fauna selvatica, segnatamente durante il periodo di riproduzione, di dipendenza e di ibernazione, in quanto la perturbazione abbia un’effetto significativo riguardo agli obiettivi della presente Convenzione;

Allegato II
specie di fauna rigorosamente protetta presenti lungo il fiume Saline
specie migratrici
Airone rosso (Ardea purpurea)
Garzetta (Egretta garzetta)
Albanella minore (Circus pygargus)
Succiacapre (Caprimulgus ruficollis)
Upupa (Upupa epops)
Gruccione (Merops apiester)
Rondine (Hirundo rustica)
Balestruccio (Delichon urbica)
Prispolone (Anthus trivialis)
Cutrettola (Motacilla flava)
Averla Piccola (Lanius collurio)
Averla capirossa (Lanius senator)
Passera Scopaiola (Prunella modularis)
Codibugnolo (Aegithalos caudatus)
Forapaglie (Acrocephalus schoenobaenus)
Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus)
Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus)
Beccafico (Sylvia borin)
Capinera (Sylvia atricapilla)
Sterpazzola (Sylvia communis)
Sterpazzolina (Sylvia cantillans)
Luì Piccolo (Phylloscopus collybita)
Regolo (Regulus regulus)
Fiorrancino (Regulus ignicapillus)Saltimpalo (Saxicola torquata)
Codirosso (Phoenicurus phoenicurus)
Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
Pettirosso (Erithachus rubecula)
Usignolo (Luscinia megarhynchos)
Zigolo Nero (Emberiza cirlus)
Fringuello (Fringilla coelebs)
Fanello (Acanthis cannabina)

specie non migratrici
Picchio rosso maggiore (Dendrocops major)
Piccchio verde (Picus viridis)
Beccamoschino (Cisticola juncidis)
Ballerina gialla (Motacilla cinerea)
Ballerina bianca (Motacilla alba alba)
Scricciolo (Troglodytes troglodytes)
Lodolaio (Falco subbuteo)
Cinciarella (Parus caeruleus)
Cinciallegra (Parus major)
Usignolo di Fiume(Cettia cetti)
Rampichino (Certhia brachydactyla)
Verzellino (Serinus serinus)
Verdone (Carduelis chloris)
Cardellino (Carduelis carduelis)
Conclusioni
La proposta di un progetto per la realizzazione di una discarica di inerti, che nella sua fase progettuale, programmatica ed ambientale, non tenga conto degli impatti sulla fauna e sugli effetti delle interconnessioni ambientali, è non solo non conforme al combinato disposto del Dlgs 152/2006 (Testo unico in materia Ambientale), ma sfugge a qualsiasi logica di eco sostenibilità che è alla base di una razionale e responsabile realizzazione di progetti.
Le aree perimetrale nel SIN Saline Alento, ancora meritorie di tutela diretta sulla fauna, composte e caratterizzate da una fauna che a fatica riesce a sopravvivere in un contesto alterato, possono rappresentare un polmone di ripopolamento naturale di cui beneficerebbe l’intera area: distruggere tali aree cancellerebbe anche quest’ultima possibilità.

mercoledì 25 maggio 2011

Relazione tecnica per la valorizzazione ecosostenibile del lago di Telese attraverso la pratica responsabile della pesca sportiva e opportunità future.

l'Ass. affiliata ASI Wanted Carp, attraverso il suo
Presidente Valentino Rodolfo di Telese, ha richiesto un progetto teso alla
riqualificazione, valorizzazione e protezione delle acque in cui la sua
associazione vive il magnifico sport della pesca sportiva. Il fine è anche
quello di una riqualificazione socio-economica dell'area, la sua conservazione
nelle tradizioni del territorio e lo sviluppo sostenibile. Accolto con
entusiasmo dagli enti coinvolti, molte delle proposte sono già in corso d'opera
e le restanti sarànno discusse in Consulta regionale a breve.

Omissis

4. L’area interessata e il territorio

Fig. 1. Posizione geografica e vista aerea del lago di Telese
Telese è situata al centro di una valle a cui dà il nome e che raggruppa 9 comuni
(Amorosi, Castelvenere, Frasso Telesino, Melizzano, Puglianello, S.Salvatore Telesino,
Solopaca, Telese) tutti facenti parte della provincia di Benevento. Suddetta valle è posta
nella fascia nord orientale della provincia della Campania. E’ delimitata a nord ovest dai
massicci meridionali del Matese e dal fiume Volturno e a sud est dall’imponente Taburno.
La valle è fornita di un ottimo sistema viario e ferroviario ed è caratterizzata dall’avere un
clima abbastanza mite tipico della zona sublitoranea.
Telese giace a 50 m. s.l. m. nel cuore della Valle Telesina di cui è il nodo stradale (S.S. 87
Sannitica;S.S. 372 ; superstrada Benevento-Telese-Caianello), ferroviario (rete Napoli-
Caserta-Benevento-Foggia che costituisce la trasversale Tirreno Adriatica) e logistico
(enti, scuole, presidi sanitari). Possiede suggestive attrazioni naturali come il lago e la
splendida pineta soprastante le Terme. A pochi Km da Telese in direzione S.S.Telesino
sono ubicati i resti dell’antica Telesia sannitica. Si ammirano le possenti mura in opus
reticulatum con le 4 porte di ingresso alla città orientale secondo i punti cardinali.
Rimangono, inoltre lunghi tratti di vie lastricate, ruderi di edifici, e fuori dalle cinta murarie
le vestigia di un circo e di un anfiteatro. Sempre a Telese è visitabile la torre campanaria
del 13° secolo.
Escursioni sono possibili anche con mezzi pubblici a Faicchio per visitare il castello
quattrocentesco; a S. Agata dei Goti dove troveremo la chiesa dell’Annunziata (sec.XIII)
con un vigoroso ciclo di affreschi e le vetrate del Cassinari, la chiesa di S. Menna (sec XII)
con il pregevole pavimento a mosaico, il Duono (sec XVII) ; a pochi Km. troviamo
Pontelandolfo con la lavorazione della lana e Guardia Sanframondi con i resti del castello
dei Sanframondo (sec X), la chiesa di S. Sebastiano (sec.XVIII) con gli affreschi di De
Matteis e gli stucchi del Vacccaro,la chiesa dell’Assunta (sec.XVIII) con l’annesso museo
degli argenti e arredi sacri.
E’ possibile raggiungere anche Cerreto Sannita e S.Lorenzello con il famoso artigianato
tessile e ceramico, l’appuntamento mensile con l’antiquariato “Mercantico”, nonchè
Solopaca famosa per il suo vino.
Il territorio di Telese Terme presenta notevoli emergenze naturalistiche e paesaggistiche
e, più o meno, grossi problemi connessi alla natura idrogeologica dell’area; ha subito
sostanziali modificazioni antropiche negli ultimi 10-15 anni che ne hanno amplificato parte
dei problemi naturali. L’urbanizzazione del territorio finora è avvenuta senza il dovuto
rispetto delle bellezze storico-naturali e con scarso interesse dei problemi territoriali.
Il Piano Regolatore di Telese Terme doveva avere come obiettivo prioritario la difesa delle
emergenze naturali e la realizzazione di un uso del territorio in relazione alle sue risorse,
ma poco è stato fatto.
Il comune di Telese Terme è situato nella fascia interna della Regione Campania, in
Provincia di Benevento, zona cerniera tra la Campania, la Puglia ed il Molise; esso si
estende per 9.83 Kmq., ed è delimitato a Nord e a d Est dai Comuni di San Salvatore
Telesino e Castelvenere, ad Ovest da Amorosi e, infine, a Sud dal comune di Solopaca.
La quasi totalità del territorio Comunale risulta pianeggiante, mentre nel quadrante a Nord,
troviamo la dorsale del Monte Pugliano, con le acque sgorganti del Grassano e delle
Terme, più a valle, a confine con Solopaca, si sviluppa parte del fiume Calore. Telese
Terme è attraversato dalle strade a scorrimento veloce Caianello-Benevento e dall Fondo
Valle Isclero, che costituiscono i collegamento più importanti e diretti con le autostrade
Roma-Napoli e Napoli-Bari.
In tale contesto si inserisce il Lago di Telese, questo stupendo, quanto importante,
“sistema ecologico” ubicato nell’area a sud-est del centro abitato.
(tratto da Lago di Telese relazione dello stato dell’ambiente Dott. G. Morilello)
Omissis

I soggetti interessati al progetto tra i quali sviluppare il programma di intervento o
protocollo d’intesa possono essere così riassunti:
1. Regione Campania
2. Provincia di Benevento
3. Comune di Telese
4. ASI pesca
5. Getapesca/StudioGeta
Lo scopo dell’attività è quella di creare sia nuovi posti di lavoro che supportare
sinergicamente le attività esistenti, e sia di utilizzare, come risorsa stabile, l’indotto
generato dall’utilizzo delle risorse ittiche e naturalistiche in modo ecosostenibile. Le
relazioni tra le popolazioni naturali di pesci e l’economia, si fondano essenzialmente
sull'attività della pesca amatoriale e professionale, da cui senza stravolgere il dettato della
Proposta di legge Regionale Campania, denominata Norme per l’esercizio della pesca, la
tutela, la protezione e l’incremento della fauna ittica in tutte le acque interne della Regione
Campania” si intende realizzare, attraverso l’Associazione di riferimento, i dettati dell’Art. 1
della citata norma, ed in particolare lo sviluppo dei primi 4 commi:
1. Ai sensi della normativa italiana ed europea tulle le acque superficiali e sotterranee
sono pubbliche e per lo Stato rappresentano una risorsa fondamentale da salvaguardare.
2. La fauna delle acque interne tutelata, quale risorsa naturale rinnovabile.
3. La Regione promuove la tutela l’incremento e il riequilibrio biologico della fauna ittica,
favorisce la ricerca e la sperimentazione scientifica attua interventi di conservazione
ambientale.
4. La presente legge ha come finalità la disciplina dei prelievi di fauna ittica in tulle le
acque interne della Regione mediante l’esercizio della pesca nel rispetto dei principi di
tutela e di salvaguardia degli ecosistemi acquatici, nell’ambito delle funzioni spettanti alle
Regioni e alle Province.
Omissis

Dalle analisi risulta che presso l’Hotel del Lago nel 1993, relativamente ai mesi di
osservazione, si ha una media di BOD5 = 18,7 mg/l, presso il Ristorante il Cigno la media
del BOD5 = 1,8 mg/l, mentre presso lo Chalet del Lago abbiamo una media BOD5 = 16,7
mg/l.
Nel 1994 presso l’Hotel del Lago, il Ristorante il Cigno e lo Chalet del Lago, relativamente
ai mesi di osservazione, la BOD5 = 1 mg/l.
L’indice COD indica la domanda chimica di ossigeno, ossia quanto ossigeno serve per
depurare chimicamente le sostanze organiche che inquinano l’acqua.
Presso l’Hotel del Lago nel 1993 abbiamo che la media COD dei mesi rilevati è 17,4 mg/l.
Presso il Ristorante il Cigno la media COD = 16,4 mg/l, mentre presso lo Chalet del Lago
la media COD = 17,3 mg/l.
Nel 1994 abbiamo, rispettivamente ai punti di prelievo, la media COD = 10,1 mg/l, COD =
9,8 mg/l, COD = 7,5 mg/l.
L’indice relativo all’azoto ammoniacale si riferisce all’inquinamento organico.
L’azoto ammoniacale è un prodotto della degradazione aerobica di sostanze organiche.
La soglia di rischio è fissata a 1 mg/l, mentre quella di sicurezza è fissata a 0,5 mg/l.
In tutti i prelievi tale valore rientra nei limiti citati, tranne che il valore dell’azoto
ammoniacale rinvenuto presso lo Chalet del Lago nel luglio 1994 dove l’Azoto
ammoniacale è pari a 0,09 mg/l.
L’indice relativo ai nitriti presenta la soglia di rischio a 0,01 mg/l.
I nitriti sono prodotti derivati dall’ossidazione dell’ammoniaca.
Le nitroammine, sostanze cancerogene, derivano dalla reazione dei nitriti con le ammine.
In tutti i prelievi il valore dei nitriti è nullo.
TAB 1 / A
HOTEL DEL LAGO
Ago 94 Lug 94 Ott 93 Ago 93 Lug 93
Cromo 0,008 0,001 0,003
Cadmio 0,001 0,004
Rame 0,016 0,031 0,021 0,029
Piombo 0,007 0,004 0,005
I valori sono espressi in mg/l
CHALET DEL LAGO
Ago 94 Lug 94 Ott 93 Ago 93 Lug 93
Cromo 0,012 0,032 0,001 0,002
Cadmio 0,001
Rame 0,03 0,08 0,019 0,02
Piombo 0,004 0,008 0,008
I valori sono espressi in mg/l
20
RISTORANTE IL CIGNO
Ago 94 Lug 94 Ott 93 Ago 93 Lug 93
Cromo 0,005 0,003 0,031
Rame 0,023 0,023 0,029 0,039
Piombo 0,008 0,016 0,001
I valori sono espressi in mg/l

Immagine 9. vista del lago di telese dall’Hotel del lago.
12. La carpa (Cyprinus carpio, linneo 1758) specie di maggior interesse per la
tecnica del carp-fishing.
Definizione di CIPRINIDI
Intendendo il gruppo nel senso ristretto dato da Nelson (1984), che esclude i
Characiformes e Gymnotiformes, un tempo inclusi nei Cypriniformes, l'ordine può essere
descritto come segue.
Corpo fusiforme nella maggior parte delle specie, più o meno allungato nelle altre. Bocca
più o meno protrattile, con orlo boccale superiore generalmente formato dai soli
premascellari. Dentatura variabile, sempre assente sul vomere e sulle mascelle e
presente sulle ossa faringee inferiori, che sono grandi e falciformi. Nel cranio sono
presenti i parietali, il simplettico, il subopercolare, il mesocoracoide. I parietali sono a
contatto o separati. Presenza di 3-5 raggi branchiostegi. Scaglie generalmente cicloidi,
assenti sul capo. Pinne sostenute da raggi molli (malacopterigi) e quasi sempre prive di
raggi spiniformi; pinna dorsale adiposa sempre assente; pinne ventrali in posizione
addominale; pinna caudale omocerca. Apparato di Weber presente, costituito da una
serie di piccole ossa (claustro, scafio, intercalare e tripode), derivate da parti delle prime
vertebre, che collegano la parte cefalica della vescica gassosa con il labirinto
dell'orecchio interno; la connessione realizza un'interdipendenza funzionale tra vescica
gassosa e labirinto, finalizzata alla regolazione dell'equilibrio e della posizione del pesce;
l'intera struttura, inoltre, sembra essere in relazione con la ricezione e la produzione di
suoni. Vescica gassosa generalmente suddivisa in due o tre parti da strozzature e
connessa al tubo digerente mediante il dotto pneumatico (fisostomi). Sono presenti le
ossa intramuscolari (miospine o "lische").


Immagine 10. esemplare di Carpa (Cyprinus carpio)
Descrizione della forma selvatica - Corpo robusto, piuttosto allungato, la massima
altezza è compresa 2,75-3,5 nella lunghezza standard, più o meno alto ed arcuato, sino
a formare talvolta una gibbosità dorsale. Testa conica con muso relativamente corto.
Bocca terminale, piuttosto piccola, protrattile, con labbra spesse e carnose. Presenza di
due paia di barbigli. Il paio anteriore, più breve, è situato a metà circa del labbro
superiore, mentre il secondo paio, più lungo, è collocato agli angoli della bocca. L'occhio
ha medie dimensioni. Le branchiospine sono più robuste e più rade che in Carassius. I
denti faringei, molariformi, sono disposti su ciascun lato in tre serie e presentano leggere
solcature.
Corpo interamente ricoperto di squame cicloidi. La linea laterale ha andamento quasi
rettilineo, s'incurva appena verso l'alto nella porzione anteriore. Le pinne dorsale e anale
hanno base lunga e bordo concavo, l'ultimo raggio semplice è robusto e dentellato
posteriormente. La pinna caudale appare distintamente bilobata, con gli apici dei lobi
arrotondati.
Il dorso e i fianchi sono bruno olivastri, con riflessi bronzeo dorati, particolarmente
evidenti sui fianchi. Il ventre è giallastro o bianco giallastro. Le pinne sono verdastre o
grigio verdastre, talora volgenti al rossiccio. Taglia grande. La lunghezza degli adulti
arriva sino ai 130 cm, ma in media non supera i 50 cm; il peso massimo può essere di 45
kg, ma un peso di 30-32 kg è già eccezionale mentre quello comune si aggira sui 2-3 kg
e può arrivare sino ai 10 kg.
Riproduzione - La maturità sessuale è raggiunta a 2-4 anni d'età. I maschi solitamente
maturano un anno prima delle femmine. La riproduzione avviene da metà maggio a tutto
giugno e può protrarsi anche nel mese di luglio, a seconda delle località. Quando la
temperatura dell'acqua raggiunge i 19-20 °C durante il giorno e di notte non scende sotto
i 14-15 °C, i maschi e le femmine si portano in pro ssimità delle rive, in acque poco
profonde, e provvedono alla deposizione delle uova che vengono attaccate ai tappeti di
vegetazione sommersa od alla base delle canne palustri, di preferenza non lontane dalla
superficie. Gli amori delle carpe sono molto rumorosi. I maschi, molto eccitati, al
momento della frega si abbandonano alle evoluzioni più violente, fanno delle furibonde
corse nelle più varie posizioni e salti fuori dall'acqua. Le femmine, più pesanti e meno
svelte dei maschi, cercano il luogo più adatto per deporre le uova; quando il luogo è
stato scelto, rimanendo immobili, fanno scendere lentamente e delicatamente le uova
sopra le foglie acquatiche. E' frequente che due o tre maschi s'interessino ad una sola
femmina; appena le uova sono deposte, uno dei pretendenti vi si slancia sopra e subito
le feconda. La quantità delle uova che la femmina depone, si può considerare intorno a
100.000-200.000 uova per kg di peso; le uova misurano circa 1,5 mm di diametro. Per la
schiusa sono necessari 90-110 gradi-giorno: ciò significa che a 18-19 °C le larve
nascono dopo 5-6 giorni. Per circa due giorni rimangono attaccate alla vegetazione
acquatica, dopodiché iniziano a condurre vita libera. L'accrescimento è rapido; a un anno
di età la lunghezza è di 15 cm e il peso di 200 gr. Abbastanza rapidi sono sia lo sviluppo
che la crescita; a tre anni di età una carpa è già atta alla riproduzione ed ha già
acquistato rispettabili dimensioni, per quanto vi siano sempre tra soggetto e soggetto
notevoli differenze dovute all'ambiente in cui il pesce va crescendo. Lasciata a se stessa
una carpa di tre anni pesa in media 500 grammi con una lunghezza da 25 a 35
centimetri; in allevamento, ben nutrita e spinta, negli stessi tre anni può giungere a
pesare fino a 2 chilogrammi. Data la grande prolificità della carpa, nel bacini dove si
alleva. si toglie ogni anno un grandissimo numero di piccoli per evitare pericolosi
ingombri. In genere i piccoli tolti dal bacini di allevamento vengono immessi in altre
acque a scopo di ripopolamento.

13. Politica ambientale dell’associazione
L'Associazione si impegna a condurre le proprie attività in armonia e nel rispetto del
proprio ambiente naturale, cercando così di garantire ai propri associati maggiori garanzie
sulla tutela dell’ambiente. L’ Associazione inoltre s’impegna a rispettare in pieno le
disposizioni di legge vigenti in materia ambientale per il proprio settore e ad assumere,
quale obiettivo di qualificazione, sia per il servizio “guide”, sia per un eventuale gestione,
gli impegni ispirati allo standard internazionale volontario UNI EN ISO 14001 (1) e dal
regolamento CE n 761/2001 (2) sull’adesione volontaria a un sistema comunitario di
ecogestione, puntando ai principi individuati dal dettato comunitario e dalle proposte in
esso contenute. L’ Associazione crede pertanto nello sviluppo delle proprie attività
produttive orientate verso la Sostenibilità e la Compatibilità ambientale, ricercando il
continuo miglioramento delle proprie prestazioni ambientali al fine di mantenere un giusto
equilibrio tra responsabilità sociale, ambientale ed economica.
Tale finalità si auspica possa concretizzarsi con benefici tangibili per tutti gli operatori
dell’Associazione e per la collettività locale. Il Consiglio Associativo è consapevole che i
risultati orientati all’eccellenza ambientale sono realistici solo a precise condizioni e per
questo è decisa a puntare al coinvolgimento del personale e alla sensibilizzazione della
popolazione locale e delle altre parti interessate.
Questa è la strada per raggiungere il successo presente e futuro del proprio Sistema di
Gestione Ambientale e si impegna a seguire e sostenere i seguenti criteri ed indirizzi
ambientali:
· tenere costantemente sotto controllo le proprie attività generanti impatti ambientali
significativi, puntando sulla prevenzione (come ad esempio manifestazioni
agonistiche non impattanti, ripopolamenti studiati, analizzati e condivisi, utilizzo di
attrezzature propedeutiche della pesca).
· tenere costantemente sotto controllo l’impiego di risorse naturali.
· favorire il coinvolgimento e la consapevolezza della popolazione locale, degli enti e
delle altre realtà di pescatori sportivi, verso i temi ambientali di pertinenza dell’
Associazione.
· promuovere verso i propri Associati e le parti interessate l’impegno volontario
assunto dall’ Associazione verso l’ambiente, partecipando e, per quanto possibile,
promuovendo iniziative ed attività a tutela e sostegno dell’ambiente.
L’ Associazione si impegna a definire degli Obiettivi Ambientali, destinando le risorse
adeguate e qualificate per il loro raggiungimento, e a monitorare costantemente il loro
grado di raggiungimento e lo stato di avanzamento delle attività.
Il Consiglio dell’ Associazione intende supportare il proprio Associato con formazione
adeguata alla loro attività di pesca (consapevolezza degli effetti ambientali connessi
alle rispettive attività sportive). L’ Associazione inoltre ritiene necessario coinvolgere i
propri fornitori di beni e servizi (sponsor) per favorire il miglioramento ambientale. Ogni
fornitore di beni e servizi viene valutato in base a criteri di qualificazione riconducibili
ad aspetti ambientali. L’ Associazione è sensibile al coinvolgimento degli enti in
progetti per la diffusione delle conoscenze e della cultura ambientale.
Essa s’impegna inoltre a riesaminare periodicamente il proprio Sistema di Gestione
Ambientale, i propri obiettivi ambientali, puntando al miglioramento continuo, e a
supportare con un’adeguata informazione gli Associati e le parti interessate in merito
all’impegno verso l’ambiente da parte dell’ Associazione.
In ultima analisi, l’ Associazione ritiene che l’applicazione dei requisiti di
ecosostenibilità, sia un’opportunità importante per migliorare la propria
organizzazione, sotto il profilo dell’attenzione verso gl’impatti ambientali, e la propria
immagine verso la collettività.
1- La ISO 14001 è una norma internazionale di carattere volontario, applicabile a tutte le
tipologie di Associazioni, metodologie, progetti e imprese, che definisce come deve essere
sviluppato un efficace sistema di gestione ambientale.
2- Il Programma comunitario per uno sviluppo sostenibile, approvato dal Consiglio CEE il
1° febbraio 1993

14. ATTIVITA’ CONNESSE ALL’OASI
14.1 Premessa
In questo capitolo verranno descritte sommariamente una serie di attività che bene si
coniugano con i centri di pesca sportiva e che si collocano in un concetto più ampio di
conservazione e valorizzazione del territorio. Queste attività integrano il progetto iniziale e si
inseriscono in un progetto di più ampio respiro, una vera e propria oasi ecologica capace di
attrarre numerosi turisti e curiosi anche non direttamente interessati alla pesca sportiva.
Una volta scelte le attività accessorie da voler attuare verrà realizzato il progetto relativo ad
hoc, con tutte le specifiche tecniche del caso e l’analisi economica specifica per ogni
singola attività.

14.2 Scuola di pesca
La scuola di pesca è un attività che sta dimostrando di essere molto apprezzata soprattutto
nell’ottica della promozione di attività sportive all’aria aperta e un contatto diverso con la
natura, a cui i più giovani vogliono avvicinarsi. La scuola generalmente è indirizzata ai più
giovani ed è gratuita, infatti generalmente queste attività vengono promosse e finanziate
dagli stessi comuni o pro-loco che organizzano spesso anche un servizio navetta che
preleva i ragazzini nei vari comuni per portarli sul lago.
Le scolaresche sono interessate a iniziative di questo tipo soprattutto in pacchetti che
prevedano la partecipazione anche ad altre attività oltre la scuola di pesca (percorso natura
lago, aula ecologica, acquario didattico, etc.)

Immagine 11. : Scolaresca partecipante alla visita di un centro natura
La scuola può essere indirizzata anche a persone adulte che intendano affinare la propria
tecnica di pesca o avvicinarsi ad una nuova tecnica.
I corsi saranno articolati tra lezioni teoriche e pratiche, spesso l’attrezzatura da pesca viene
messa a disposizione dalle stesse case produttrici, non comportando un costo per il
gestore.



Immagine 12. lezione ambientale sul fiume Immagine 13. lezione di pesca
L’associazione di riferimento, attraverso lo studio e la tutela della fauna presente nel
ecosistema acquatico del lago di Telese, può realizzare attraverso lo strumento
denominato “slide show” e di alcuni relatori altamente qualificati, una serie di supporti
didattici per una migliore conoscenza dei sistemi idrogeologici, della fauna ittica alloctona
ed autoctona, dello sviluppo eco-sostenibile nonché delle norme di comportamento da
adottare per non danneggiare l’ambiente e la biocenosi.
Quest’ultimo punto in particolare si ritiene che possa essere un valido supporto didattico
per i ragazzi d’età compresa tra i 6 e 12 anni (scuola primaria), essendo sia attuale che di
sicuro impatto, altamente formativo oltre che semplice da recepire utilizzando le schede di
immagini.
Questo incontro verrebbe fornito a titolo totalmente gratuito (video, prodotti di supporto e
relatori compresi) e mira a informare i ragazzi su norme di comportamento da evitare per
non danneggiare gli ambienti acquatici e guidarli attraverso la conoscenza della vita del
mondo acquatico che non è possibile osservare dalla superficie.
Il progetto di lavoro sarebbe quindi integrato e completato con visite guidate direttamente
sul lago, in modo da unire l’esperienza diretta a quella teorica, creando quindi quel
supporto culturale (investendo sui giovanissimi) che sarà alla base della gestione
responsabile di domani.

14.3 Politica sociale: Accesso all’attività di pesca a persone diversamente
abili.
Quasi sempre le persone che effettuano questa attività vittime di un tragico incidente o
costretti sulla sedia a rotelle, trovano impossibile continuare a coltivare la passione per la
pesca sportiva a causa dell’inacessibilità dei siti di pesca. La possibilità di prevedere un
accesso agevole e delle piazzole attrezzate che consentano di praticare la pesca alle
persone diversamente abili è dimostrazione di forte senso civico.
Iniziative di questo tipo scaturiscono dalla consapevolezza che nel percorso di crescita della
persona diversamente abile, lo sport in generale e in particolare l’attività della pesca
sportiva è un’attività importante in quanto momento di socializzazione, aggregazione ed
emancipazione; praticarlo consente di acquisire specifiche abilità che contribuiscono ad
accrescere la propria autostima, consentendo una maggiore integrazione nel contesto
sociale, migliorando la qualità della vita.
Spesso per la realizzazione delle opere necessarie allo svolgimento di tale attività sono le
stesse istituzioni a farsi carico degli oneri economici.
Un comunicare attraverso la pesca e la passione che va oltre i limiti del comune modo di
definire “insieme”.
Spesso sono i limiti culturali e non quelli fisici che impediscono a ragazzi e ragazze
portatori di handicap di svolgere attività di integrazione e spesso non ci si rende conto che
semplicemente ottimizzando le risorse già disponibili (ad esempio l’ambiente) e creando
gli opportuni contatti con chi già svolge attività sportive è possibile creare livelli di
condivisione che permettono a tutti i coinvolti di crescere insieme.
La pesca sportiva rappresenta, data la sua immensa poliedricità, il presupposto per
svolgere un attività ludico sportiva a basso profilo atletico e alla portata di tutti, dotata di
elementi qualificanti come la vita all’aria aperta, la conoscenza dell’ecologia, il rispetto per
l’ambiente e la socializzazione, inoltre in termini prettamente didattici e di pratica si fonda
su concentrazione, pazienza e perizia, tutti elementi che sono la base di una disciplina.


Immagine 14. Manifestazione di beneficenza e sociale organizzata dall’Ass. Caccia Grossa
Rappresenta un attività a basso costo se svolta in modo dilettantistico, fruibile a qualsiasi
età ed ecosostenibile se svolta nei moderni principi etici: la pesca sportiva quindi può
innegabilmente rappresentare l’elemento di contatto tra l’appassionato (tutor maestro
guida) e il portatore di handicap (allievo fruitore) che desidera imparare o cimentarsi,
creando il superamento dei limiti sociali e condividendo un qualcosa che dona
soddisfazione ad entrambi gli attori.
26
Da circa 8 anni dopo alcune manifestazioni “pilota” nel centro Italia, si è arrivati a
realizzare in modo concreto e fattivo tale operosità il cui apice si è raggiunto il 2 maggio
2010 in provincia di Chieti realizzando una manifestazione dal titolo “A pesca insieme” che
ha visto coinvolti contemporaneamente oltre 70 ragazzi e ragazze disabili.
Coinvolgendo le associazioni di pesca sportiva del territorio e nazionali si sono reperite le
attrezzature e gli accessori necessari alla pratica e si è trovata una location idonea che
garantisse sia l’opportunità di svolgere tecniche semplici e un elevata pescosità e sia gli
standard di fruibilità e sicurezza dovuti.
Nel caso della manifestazione di Chieti si è optato per una cava privata dove era presente
una struttura ricettiva dotata di ristorante, bar, parco giochi e servizi igienici, con sponde
accessibili e solide.
Ogni disabile al suo arrivo riceveva gratuitamente una maglietta commemorativa
dell’evento e una serie di gadget messi a disposizione da uno sponsor e veniva assegnato
ad un pescatore sportivo che aveva il compito di accompagnarlo e instradarlo alla pesca:
tutti insieme si accedeva al lago per l’inizio delle attività.
Sono stati coinvolti nelle attività sportive anche i familiari e gli accompagnatori elemento
che immediatamente e inevitabilmente ha generato l’unione, la prossimità, l’aggregazione
e la socializzazione che erano il fine reale dell’evento: tutte le barriere sociali e fisiche
vengono abbattute una ad una nell’istante in cui ci si rende conto che chi si sta veramente
divertendo sono proprio i pescatori che vedono concretizzarsi la loro esperienza in gioia
per questi ragazzi e ragazze.
Questo impianto di condivisione si fonda sulla fiducia e sulla passione: per un disabile,
grazie all’aiuto del “suo maestro di pesca” catturare un pesce, lottarci e vincerlo, prendere
uno degli animali che in natura rappresenta un entità sconosciuta, preclusa e sfuggente,
vedere come i suoi insegnamenti, suggerimenti e consigli si tramutano in una vittoria
permette ad entrambi di entrare in comunione, di condividere una vittoria: il tutto alla
presenza del “gruppo”, in un clima di festa, sono elementi che possono realizzare quel
concetto di integrazione cosciente, quell’insieme che troppo spesso isola non per “il male”
patito, ma per i riflessi che può generare.


Immagine 15. Manifestazione “A pesca Insieme”
 “””Ho conosciuto Abib, un ragazzo di 12 anni affetto da distrofia, che nonostante le difficoltà oggettive per lui
a tenere in mano la canna ha dimostrato un coraggio e una voglia di divertirsi che mi sarà d’esempio per il
resto della vita, una ragazza non vedente che voleva solo che innescassi l’amo e lanciassi per lei, tanto si
sentiva padrona della situazione (ed era vero), ed un ragazzo con la sindrome di down che ogni pesce che
catturava chiedeva a tutti come l’avrebbero cucinato…
Praticando la pesca sportiva questi ragazzi dimostrano che l’unica vera barriera è nei “sani” che non
riescono a comprendere quanto i loro desideri, sacrifici e impegno a pesca sono identici a quelli di un
qualsiasi pescatore. “””
Tratto dall’articolo di TC&S del giugno 2010 a firma di Milillo Gianluca, in riferimento alla manifestazione di integrazione sociale
attraverso la pesca sportiva denominata “A pesca insiema”:

Nota bene: Nelle possibili alternative di realizzazione bisognerà rendere agevoli tutti i
passaggi, per ciò che concerne le postazioni di pesca, allorquando la condizione delle
sponde lo consenta basterà sistemare le stesse e renderle pianeggianti, in caso contrario si
possono prevedere delle postazioni artificiali, in questo caso l’unico accorgimento se la
pedana non sia stata già realizzata in legno, sarà quello di ricoprire la struttura metallica con
materiale vegetale (pedana di legno ad esempio) per rendere il tutto in armonia con il
paesaggio circostante.


Immagine 16: sponda idonea alla pratica della pesca a persone con disabilità motorie

Immagine 17a, 17b: postazione di pesca per disabili

14.4 Birdwatching
Il Birdwatching (osservazione degli uccelli) è un’attività che può essere svolta durante tutto
l’arco dell’anno, è un fenomeno che conta sempre più appassionati desiderosi di osservare
le specie dell’avifauna locale. Oltre agli uccelli stanziali (che non migrano) è possibile
osservare anche le specie migratorie, i cosiddetti uccelli di passo che si troveranno nell’area
dell’oasi solo di passaggio.

Perché il Birdwatching?
Quando si ricreano zone umide inevitabilmente le stesse aree saranno popolate da varie
specie di uccelli che trovano nel sito un habitat ideale, per cui bene si presterà a questa
attività.
Basterà predisporre uno o più capanni mimetici situati in zone strategiche, dove risulterà più
agevole l’osservazione.
L’attività di birdwatching potrà essere realizzata solo nelle prime ore della mattina o nei
giorni di chiusura dell’oasi, questo perché nelle altre ore in seguito all’affluenza dei pescatori
sportivi gli uccelli difficilmente stazioneranno nelle vicinanze dei bacini perché spaventati
dalla presenza umana.


Foto 18a, 18b: capanni per attività di bird-watching

14.5 Acquario didattico e vasche tattili
L’acquario didattico è sicuramente il progetto più ambizioso a cui il territorio può puntare,
generalmente questo tipo di progetto viene perseguito dalle regioni o province, in quanto si
tratta di progetti che richiedono dei discreti investimenti ma che allo stesso tempo sono in
grado di dare una forte visibilità, promovendone le sue peculiarità ambientali e naturalistiche
e dando un ulteriore impulso al turismo. La realizzazione dell’acquario seppur di modeste
dimensioni potrà diventare uno dei fiori all’occhiello dell’offerta culturale del territorio del
comune di Telese, soprattutto perché ad oggi non né esiste nemmeno uno in tutto il
territorio. L’Acquario riprodurrà l’ambiente particolare del lago in questione (lago di Telese)
e si svilupperà lungo un percorso che porterà il visitatore, ad incontrare le specie ittiche di
ambienti diversi che altrimenti difficilmente riuscirebbe ad osservare in natura.
Omissis